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GRAZIE A TUTTI

Ladies and gentlemen buonasera:
la stagione calcistica 2009/2010 è terminata domenica 20 giugno allo stadio di Leinì.
La nostra amata squadra ha conquistato un' altra coppa, un grande motivo di soddisfazione per tutti noi che facciamo calcio.
I ragazzi sono stati fantastici dall'inizio di questa stagione fino all'ultimo secondo, sono stati dei veri protagonisti, hanno costruito tra loro un rapporto bellissimo che spero continui nel tempo, anche perchè il calcio vuol dire soprattutto amicizia, quell'amicizia che li ha resi forti, capaci di superare qualsiasi difficoltà, qualsiasi avversario.
E' stata una stagione fantastica, piena di momenti di gioia e di spensieratezza: il rettangolo di gioco fa dimenticare i diversi problemi che ognuno di noi accumula nella vita di tutti i giorni.
Ringrazio uno per uno i ragazzi che mi hanno regalato tanti momenti di felicità, quei ragazzi che non dimenticherò mai e che saranno per sempre nel mio cuore; Richi, Manuele, Alessandro, Diego, Daniele, Andrea, Samuel, Antonio, Alberto, Filippo. Ringrazio anche Alessandro T. e Davide che hanno seguito il nostro cammino solo per la prima parte della stagione. Inoltre vorrei ringraziare anche Paolo e Sam che si sono aggregati al gruppo nel finale di stagione.
Ringrazio Dario Meneghini e Massimo Romagnoli che mi sono stati sempre vicino in qualsiasi momento della stagione e mi hanno aiutato alla grandissima a portare avanti questa squadra. Un grazie va anche a Savino Delfino che nonostante gli innumerevoli impegni di lavoro è stato sempre vicino alla squadra.
Ringrazio i genitori che hanno sempre sostenuto la squadra, incoraggiandola in ogni circostanza. Quei genitori che devono essere orgogliosi di questi bravi ragazzi.
In questa annata calcistica mi ha fatto molto piacere conoscere tanta brava gente, persone di cuore, altruiste, umili, disponibili e intelligenti.
Druento rimarrà per sempre nel mio cuore: sono stato accolto come un figlio, tutti mi hanno voluto bene e sostenuto sia dentro che fuori dal campo.
Ringrazio tutta la società del Druento Calcio 2004: i presidenti Bidoggia e De Lucia, il vice presidente Vendemmiati, i segretari Antonio Loverso e Maria Costanza, il tesoriere Franco Currà, Silvana. Ringrazio il mio amico Enzo Barbieri che mi ha telefonato 125mila volte; Roberto Ciravegna, Livio Lazzarin e Raffaele Policaro. Ringrazio in modo particolare Calogero Zafonte che è la persona che mi ha portato al Druento Calcio.
Spero di non aver dimenticato nessuno, in ogni modo non mancherà l'occasione per rivederci e riabbracciarci.
Come avete ben capito, domenica 20 giugno è terminata la mia esperienza al Druento Calcio: lascio per motivi personali una squadra che porterò sempre nel mio cuore. Il futuro è pieno di insidie e di ostacoli, e non posso fare previsioni: non so se arriverò in prima categoria, in Eccellenza, in Serie A, so per certo però, che l'anno calcistico più importante della mia vita è stato quello che è appena terminato. L'anno al Druento ha segnato in positivo la mia vita. Una stagione che mi ha regalato tante soddisfazioni e mi ha suggerito la strada che devo seguire nel percorso della mia vita.
Continuerò a seguire la squadra che col tempo abbiamo costruito, e ogni volta che il tempo me lo permetterà sarò al campo per rivedervi e salutarvi come abbiamo sempre fatto in questa lunga cavalcata.
Il blog rimarrà custodito in eterno in modo che chiunque, anche a distanza di anni, possa sfogliare le pagine dei ricordi.
Le nostra strade non si dividono, sarò io a cercarvi ogni qualvolta avrò la possibilità, anche perchè non potrei mai rinunciare alla vostra amicizia, un'amicizia sincera e leale.
Adesso vi saluto nel modo più amichevole possibile e spero che ognuno di voi possa raggiungere i propri sogni e i propri obiettivi. Io sarò sempre a vostra disposizione. Un abbraccio a tutti.

Rosario

Ps Per tenerci in contatto il mio nuovo blog è: http://rosarioligato.blogspot.com/


GRANDISSIMI

GRANDISSIMI
Torneo di Cavagnolo

Nella storia

Nella storia
Mister Rosario Ligato, Antonio Sportiello, Sam, Samuel Romagnoli, Daniele Tota, Marco Cullino, Filippo Pascarella. In Basso: Alessandro Delfino, Paolo Iervasi, Diego Meneghini, Alberto Atzori, Manuele Termini.

L'UNIONE FA LA FORZA

L'UNIONE FA LA FORZA

VISITE

LA LIBERTA' NON HA PREZZO

LA LIBERTA' NON HA PREZZO

IL NOSTRO MOTTO

Gioca senza paura, se non sbagli non impari, osserva sempre le regole, rispetta il tuo compagno e l'arbitro.
La vittoria nasce da qui!


E' La Dura Legge del Gol gli altri segneranno, però che spettacolo quando giochiamo noi, non molliamo mai. Loro stanno chiusi, ma cosa importa chi vincerà, perché in fondo
LO SQUADRONE SIAMO NOI

IL CALCIO: LA NOSTRA GIOIA

IL CALCIO: LA NOSTRA GIOIA
Esordienti 97 e Pulcini 99 insieme

La squadra

Allenatore Rosario Ligato

Dirigente accompagnatore Dario Meneghini
Dirigente accompagnatore Massimo Romagnoli
Dirigente accompagnatore Delfino Savino

Giocatori:
Riccardo Conti PORTIERE
Antonio Sportiello DIFENSORE
Filippo Pascarella DIFENSORE
Manuele Termini DIFENSORE
Alessandro Delfino CENTROCAMPISTA
Diego Meneghini CENTROCAMPISTA
Daniele Tota CENTROCAMPISTA
Alessandro Tota CENTROCAMPISTA
Samuel Romagnoli CENTROCAMPISTA
Davide Morucchio CENTROCAMPISTA
Andrea Cannella ATTACCANTE
Alberto Atzori ATTACCANTE

Rosario Ligato

Delfino Savino

Massimo Romagnoli

Dario Meneghini

Manuele Termini

Alberto Atzori

Davide Morucchio

Alessandro Tota

Diego Meneghini

Riccardo Conti

Filippo Pascarella

Andreino Cannella

Alessandro Delfino

Antonio Sportiello

Samuel Romagnoli

Daniele Tota

FORZA DRUENTO

FORZA DRUENTO

L'AMICIZIA VINCE SEMPRE

L'AMICIZIA VINCE SEMPRE

IL DIARIO DELLA SETTIMANA

Allenamento martedì 15 giugno ore 17:00

lunedì 21 giugno 2010

UN' ALTRA COPPA VIAGGIA VERSO DRUENTO





Al torneo di Leinì gli esordienti del Druento bissano la coppa vinta a Cavagnolo.

giovedì 10 giugno 2010

MAPPANESE - DRUENTO 1 - 2


Druento(4-3-3)Conti, Delfino, Termini, Pascarella, Romagnoli; Sportiello, Meneghini, Tota, Iervasi, Atzori (1'st Lo Quercio), Cannella.

Ottima prova degli esordienti del Druento che battono la Mappanese per 2 a 1 dopo una partita combattuta per 80' minuti.
La squadra ha fallito diverse opportunità per aumentare l'attivo, ma ha saputo difendersi con i denti fino alla fine portando a casa questo prezioso risultato.


martedì 8 giugno 2010

VALLETTE - DRUENTO 1 - 1



Druento: (4-3-3) Conti, Delfino, Termini, Pascarella, Romagnoli; Sportiello, Meneghini, Tota, Iervasi, Atzori, Cannella.

Marcatore: Iervasi.

Gli esordienti del Druento pareggiano per 1 a 1 nell'amichevole disputata contro il Vallette.
La pioggia caduta incessantemente per tutto l'arco dell'incontro non ha permesso ai ragazzi di esprimersi al meglio. La squadra ha comunque meritato il pareggio nonostante non abbia disputato una partita in linea con le sue potenzialità.

venerdì 4 giugno 2010

ALIMENTAZIONE PRE GARA

La cura dell’alimentazione è fondamentale per l’atleta, particolare importanza assumerà il cosiddetto “regime di gara”, che inizia la sera precedente l’impegno atletico per chiudersi alla fine dello stesso.

Ovviamente in rapporto al tipo di sport praticato insorgono necessità e fabbisogni specifici: un maratoneta si alimenterà sicuramente in modo diverso da un saltatore.

Un’alimentazione razionale deve in ogni caso evitare il calo di forma e rendere minime le reazioni da affaticamento che seguono lo sforzo.

L’atleta utilizzerà durante la competizione le calorie accumulate con l'alimentazione equilibrata dei giorni precedenti, la dieta pre gara ha lo scopo di mantenere il livello energetico ottenuto in precedenza.

Lo sportivo deve avere una sufficiente scorta di glicogeno nei muscoli e nel fegato, soprattutto se si appresta a partecipare ad una competizione relativa ad uno sport di durata, in questo senso i cibi più adatti per la vigilia saranno quelli ricchi di amidi (riso, pane, pasta, patate); particolare attenzione si dovrà avere per l’idratazione del corpo.

L’ultimo pasto prima della gara deve essere costituito da cibi facilmente digeribili, deve avere un volume modesto e deve essere consumato almeno 3 – 4 ore prima.

Se la gara è di mattina, occorrerà fare colazione almeno 2 ore prima, e particolare importanza avrà l’alimentazione della sera precedente.

Se la gara è di pomeriggio, la colazione dovrà essere particolarmente abbondante e il pranzo dovrà essere consumato almeno 3 ore prima.

Se la gara è di sera, particolare importanza assumerà il pranzo, mentre prima della gara può essere prevista una razione alimentare di attesa.

Le razioni di attesa hanno specifica rilevanza negli sport di lunga durata e nei casi in cui l’orario di inizio non è ben definito o può essere suscettibile di ritardo (incontri di tennis a seguire) oppure nelle competizioni con intervallo.

La razione di attesa serve ad equilibrare, ad evitare e a compensare brusche variazioni della glicemia e ad idratare l’organismo. Infatti, specialmente negli atleti emotivi l’ansia dell’attesa è in grado di abbassare la glicemia più del lavoro muscolare stesso; inoltre ritardi di oltre mezz’ora, soprattutto con alte temperature, possono modificare glicemia e idratazione.

La razione di attesa più usata consiste nel bere nell’intervallo fra l’ultimo pasto e l’inizio della gara, ogni ora, un bicchiere di acqua con succo di frutta concentrato, senza aggiunta di zucchero, oppure acqua e fruttosio, o ancora meglio acqua con maltodestrine; l’ultimo va assunto almeno mezz’ora prima.

Rifornimento nell’intervallo: tipico degli sport di squadra (calcio). Si deve cercare di rifornire l’organismo delle sostanze consumate durante la prima parte della gara, tenendo conto che per l’assimilazione abbiamo soltanto pochi minuti.

Sara’ pertanto opportuno introdurre liquidi e sali, per combattere le perdite di sudore e l’acidosi da fatica, e zuccheri facilmente e velocemente assimilabili, per ristabilire eventualmente la giusta glicemia (fruttosio, maltodestrine).

E’ molto importante poco prima di una competizione non ingerire saccarosio (lo zucchero comune), poiché, provocando un’impennata glicemica, stimola l’intervento dell’insulina che porta ad una ipoglicemia successiva, rischiando di compromettere la gara.

Evitare quindi anche tutte le bevande che lo contengono: bibite in lattina, succhi addizionati, ecc.

Riassumendo:

- assumere carboidrati complessi sino a due ore prima dell’attività fisica;

- evitare nei trenta minuti che precedono lo sforzo di ingerire zuccheri, specialmente quelli ad alto indice glicemico;

- nelle discipline di media e soprattutto di lunga durata, assumere, ogni circa 20 minuti, 150-200 cc. di liquidi con maltodestrine disciolte, ad una concentrazione non superiore al 7-8%.

Nelle fibre muscolari, durante un lavoro impegnativo o/e prolungato, in seguito alla riduzione del contenuto di Glicogeno, si consumano dapprima le piccole scorte disponibili di due aminoacidi, l’alanina e la glutammina, poi, quando anche queste sostanze sono finite, si smontano le proteine costitutive del muscolo, ecco perché, può essere consigliata l’assunzione degli aminoacidi a catena ramificata, che possono essere trasformati, attraverso una serie di reazioni, in Glucosio, la sostanza che, prima che fosse esaurito, derivava proprio dal Glicogeno, evitando dopo l’attività, il problema di ricostruzione del muscolo.

domenica 30 maggio 2010

I COMPLIMENTI DI SILVANA



Dopo la conquista della coppa nel torneo di Cavagnolo arrivano i primi complimenti dai responsabili della Società Druento Calcio.

Dopo Enzo Barbieri anche Silvana si complimenta con i ragazzi per il raggiungimento di questo traguardo. "E' un momento di gioia per tutta la società" dice Silvana, "bisogna continuare così". Silvana si dice dispiaciuta per non aver potuto raggiungere Cavagnolo in occasione della finale, comunque grande ragazzi.

OTTIMO DRUENTO AL TORNEO DI CAVAGNOLO



Torneo di Cavagnolo: le prime 2 di ogni girone si qualificano alle semifinali
.

GIRONE A

Castelnuovo
Cavagnolo
Pavarolo

Castelnuovo - Cavagnolo 3 - 0
Castelnuovo - Pavarolo 4 - 0
Cavagnolo - Pavarolo 2 - 0

Classifica

Castelnuovo 6
Cavagnolo 3
Pavarolo 0


GIRONE B

Favria
Crescentinese
Druento

Favria - Druento 1 - 2
Crescentinese - Druento 0 - 3

Favria - Crescentinese 2 - 2

Classifica

Druento 6
Favria 1
Crescentinese 1

Semifinali

Castelnuovo - Favria 3 - 0
Druento - Cavagnolo 2 - 1 dcr

Finale
Castelnuovo - Druento 1 - 0

Finale 3° posto

Favria - Cavagnolo 3 - 2 dcr

venerdì 28 maggio 2010

TORNEO DI CAVAGNOLO


IL DRUENTO VOLA IN SEMIFINALE


Grandi prestazioni per gli esordienti del Druento che, nelle prime 2 partite del torneo di Cavagnolo, superano il Favria per 2 a 1 e la Crescentinese per 3 a 0 ipotecando le semifinali.

Se il Druento vola è soprattutto merito di questi ragazzi che con tanto sacrificio e impegno si stanno distinguendo e migliorando in continuazione.

Onore dunque a questi ragazzi:

Riccardo Conti
Filippo Pascarella
Manuele Termini
Samuel Romagnoli
Alessandro Delfino
Diego Meneghini
Daniele Tota
Andrea Cannella
Alberto Atzori
Antonio Sportiello
Paolo Iervasi
Marco Cullino

mercoledì 26 maggio 2010

TORNEO A CAVAGNOLO

27 maggio 2010, gli esordienti partecipano al torneo di categoria organizzato dal Cavagnolo Calcio.

Domani tutti i risultati e tabellone delle partite

mercoledì 19 maggio 2010

DRUENTO - SANTA RITA 2 - 1

Gli esordienti del Druento Calcio 2004 chiudono in bellezza e battono il Santa Rita con il punteggio di 2 a 1.
I ragazzi hanno giocato un buon campionato, anche se resta l'amaro in bocca per le 3 sconfitte consecutive che hanno pesato per la vittoria finale di questo campionato che era alla portata dei ragazzi del DRUENTO.

Non c'è dubbio che dall'inizio dell'anno i ragazzi hanno sviluppato capacità importanti prima sconosciute. Gli esordienti 1997 sono un bel gruppo, dotato di buone qualità.
L'umiltà e lo spirito di sacrifico saranno importanti nel futuro per un miglioramento individuale indispensabile in questo sport.

La stagione continua, adesso ci saranno i tornei di giugno che rappresentano per ogni ragazzo un continuo stimolo per fare bene confrontandosi con l'avversario.

giovedì 13 maggio 2010

IL DRUENTO TROPPO FORTE



Titolo del corriere sportivo che entrerà a far parte degli annali della storia del Druento Calcio 2004

Onore agli esordienti

lunedì 10 maggio 2010

I PRINCIPI FONDAMENTALI NEL GIOCO DEL CALCIO

Possiamo dividere la partita di calcio essenzialmente in due parti ben distinte:

Fase di possesso palla (la mia squadra ha la palla, indipendentemente dalla posizione del campo e dal giocatore)

Fase di non possesso palla (la squadra avversaria ha la palla, indipendentemente dalla posizione del campo e del giocatore)

Nella tattica individuale in fase di possesso palla il giocatore deve conoscere:

1) Lo smarcamento: in zona luce (zona dove sia possibile ricevere la palla); in diagonale

2) Difesa e protezione della palla: ad ogni ricezione devo mettere il corpo a protezione della palla; andare sempre in contro alla palla; andare sempre sul punto di caduta su palloni che arrivano dall'alto

3)Passaggio: la precisione determina il vantaggio rispetto alla conduzione della palla: è più veloce; supero più avversari in un colpo solo; determina meno consumo energetico

4)Guida della palla, finta e dribbling

5)Tiro in porta

Nella fase di non possesso palla, deve conoscere:

1)Presa di posizione: in diagonale rispetto alla palla; rientrare verso la porta

2)Marcamento: a uomo (la posizione è determinata dall'avversario); a zona (la posizione è determinata dalla palla)

3)Intercettamento e/o anticipo: contrasto diretto; contrasto indiretto (mettere in zona d'ombra l'avversario)

4)Difesa della porta: difendere il portiere nei suoi interventi; non girarsi in occasioni di possibili tiri degli avversari; copertura di parte della porta con il corpo; non ostacolare il proprio portiere

I princìpi di gioco collettivi, in fase di possesso palla sono:
1)Scaglionamento: i giocatori non devono mai trovarsi in linea, ma devono formare dei triangoli tra di loro.

2)Penetrazione: o anche profondità e verticalizzazione. Bisogna arrivare prima possibile nelle vicinanze dell'area di rigore degli avversari, per essere in zona pericolosa per gli avversari e lontani da quella di pericolo per la nostra squadra.

3)Ampiezza: sfruttare tutta l'ampiezza del terreno di gioco per creare spazi utili ed aprire le maglie della difesa avversaria

4)Mobilità o movimento: il gioco del calcio è movimento. La creazione di spazio è dettata dai movimenti dei singoli

5)Imprevedibilità: ogni situazione deve essere resa imprevedibile per gli avversari, anche se ripetuta, attraverso finte ecc…

I princìpi di gioco in fase di non possesso palla sono:
1)Scaglionamento: bisogna disporsi in modo tale per stringere più possibile il campo libero agli avversari. Scaglionarsi significa anche essere in grado di dare copertura reciproca ai compagni.

2)Azione ritardatrice:intervenire per alterare i tempi di gioco degli avversari, facendo perdere tempo alla squadra avversaria nella profondità, oppure limitando i tempi di gioco. Si può attuare attraverso due atteggiamenti diversi: temporeggiamento; pressing e fuorigioco

3)Concentrazione: riferita alla dislocazione sul terreno di gioco. La difesa deve essere posizionata in modo tale da difendere con più elementi la zona pericolosa del campo, cioè quella davanti alla nostra porta.

4)Equilibrio: mantenere la possibilità di copertura reciproca in ogni circostanza

5)Controllo e limitazione: non farsi attirare dalla palla, ma rispettare la difesa degli spazi davanti alla nostra porta.

sabato 8 maggio 2010

Le pagelle di Rapid T. - Druento



Conti 7,5
Pascarella 7,5
Romagnoli 7,5
Termini 7,5
Atzori 7,5
Meneghini 7,5
Tota 7,5
Cannella 7,5
Delfino 7,5
Sportiello 7,5



Andrea Cannella bomber del Druento

RAPID TORINO - DRUENTO 0 - 3



Grande partita per i ragazzi del Druento che si divorano il Rapid Torino con il punteggio di 0 - 3.
E' stata una partita stupenda e che ha fatto divertire il pubblico. I ragazzi hanno dato il massimo manifestando netti margini di miglioramento. Sabato a Druento si giocherà l'ultima partita di campionato contro il fanalino di coda Santa Rita.

venerdì 7 maggio 2010

IL VALORE DELLA MUSICA IN UN PICCOLO SOGNO



Appassionati lettori di Mediterraneonline.IT buongiorno.
Oggi è il 5 maggio 2010, si celebra San Leo di Montefeltro: Leo, che in latino significa forte come un leone. Nel 257 due cristiani di nome Leone e Marino, provenienti dall’isola di Arbe in Dalmazia, giungono a Rimini attratti dall’opportunità di lavorare come scalpellini. Accanto al lavoro mettono da subito l’attività di evangelizzazione della popolazione riminese. Per sfuggire alla persecuzione dell’Imperatore Diocleziano, si rifugiano in cima al Monte Titano. Dopo tre anni Leo (Leone), con un piccolo gruppo di compagni, si reca presso la rupe del Monte Feliciano dove costruisce una piccola cella e una cappella dove, nel segreto, raduna i Cristiani. La sua opera missionaria lo portò a diventare pastore della futura diocesi di Montefeltro, della quale, per tradizione, è considerato il primo vescovo, anche se l’istituzione ufficiale della diocesi è avvenuta alcuni secoli dopo. Dopo la morte di Leone, il suo corpo viene deposto in un sarcofago di pietra di cui si conserva tutt’oggi il coperchio.

Il 5 maggio è una data ricca di avvenimenti, di ricordi: in ambito sportivo ricordiamo l’ottavo scudetto dell’Inter nel 1963; il 26° scudetto della Juventus che, nell’ultima giornata di campionato, supera l’Inter che perde a Roma contro la Lazio, era l’anno 2002.
In questa data ricordiamo anche: la morte di Napoleone Bonaparte che salì al cielo nel 1821; l’assassinio del procuratore capo di Palermo Scaglione nel 1971; lo schianto sulla Montagna Longa dell’aereo DC-8 partito da Roma con destinazione Palermo, morirono 115 persone.
Se per ricordare il passato rammentiamo avvenimenti reali, veri, certi, evidenti, il futuro bisogna immaginarlo, sognarlo, conquistarlo.
Un uomo che non sogna è un uomo che non vive. Solo i sogni ci permettono di evadere dalla realtà, così scura e brutta. Solo i sogni ci trasportano in un mondo migliore, rendendoci possibile la vita, permettendoci di andare avanti e dandoci la forza di combattere per i nostri ideali e per le nostre idee.
Il futuro appartiene soltanto a chi crede nella bellezza dei propri sogni.

Senza dubbio il lavoro in tutti i suoi aspetti costituisce la tematica e problematica piu’ rilevante e attuale di questo paese. “L’occupazione in Italia va bene”. Queste sono le parole del ministro del Welfare Sacconi, una sorta di presa in giro per i quasi 3 milioni di disoccupati italiani. Il lavoro è un diritto, non una concessione del governo a chi ha le tessere del partito caro Signor Sacconi. Ma come si dice in calabria “u saziu non canusci u diunu” e chi percepisce 16.000 (sedicimila) euro al mese di indennità parlamentare non sa che in Italia, molti dei cosiddetti “occupati” percepiscono stipendi ridicoli: dai 300 euro al mese che percepisce una commessa per stare 10 ore a pulire vetrine, ai 500 euro che percepisce un impiegato call center per passare le ore dietro ad un telefono.
Ma chi pensa che vogliamo vivere la nostra vita in funzione dei soldi si sbaglia di grosso: non siamo ipocriti per carità, la moneta serve eccome se serve, ma la felicità non proviene dal denaro, e su questo ne siamo più che certi. Il denaro rappresenta la radice di ogni male, dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori.

La vita è soprattutto musica, la musica è vita: un binomio inscindibile, un connubio magico. Un mondo senza musica non riusciamo proprio ad immaginarlo. Nel cuore di ciascuno di noi c’è una canzone capace di ricordarci ciò che più apprezziamo e desideriamo, qualcosa che sapevamo fin dalla nostra infanzia. Il canto è sinonimo di felicità, il canto appartiene a tutti: dal pastore mentre guida il suo gregge, al manovale mentre impasta il cemento, passando per il contadino che canta mentre ricopre di terra una piantina verde sperando che un giorno possa nascere una rosa rossa.
E poi ci le canzoni degli innamorati: 1-I don’t Wanna miss a thing-Aerosmith, 2-Everything I do-Bryan Adams, 3-Always-Bon Jovi, 4-A te-Jovanotti, 5 Ti sposerò perchè-Eros Ramazzotti, 6-Una canzone d’amore-Vasco Rossi, 7-Il centro del mondo-Ligabue, 8-Stand by me-B.E.King, 9-Imbranato-Tiziano Ferro ,10-Thank you for loving me-Bon Jovi.

Ma in un mondo che non ci vuole più, cerchiamo di giocare onestamente perchè abbiamo le carte vincenti: sogni, ambizioni, passioni, e la musica che ci sostiene, ci spinge, ci dà la forza di andare avanti.
E’ un canto libero come un bambino che gioca sereno al fianco della sua mamma, un bambino che sogna di diventare un calciatore, un cantante, un medico, un meccanico, un professore, uno scienziato. E guai a toccare i sogni di un bambino, sono il motore della vita. Un bambino che un giorno crescerà e dovrà seguire il proprio cammino, il proprio destino, la propria stella, protetto dalla luna, quella stessa luna che osserviamo dalla finestra quando, in piena notte, non riusciamo a dormire, sfidati da mille pensieri, mille problemi, mille domande, mille dubbi. E’ una notte da scordare in un silenzio fatto per pregare. E’ un mondo che và, dove non si sa, ma quanto amore via con lui.
Rosario Ligato

http://www.mediterraneonline.it/2010/05/05/il-valore-della-musica-dentro-un-piccolo-sogno/

SABATO Rapid Torino - Druento


Il roccioso capitano Manuele Termini

Dopo un turno di riposo concesso dal mister, rientrano in squadra: Termini, Delfino e Sportiello che si aggiungono agli altri convocati per la sfida contro il Rapid Torino in programma sabato 8 maggio alle ore 14:30, penultima partita di campionato
Ecco la lista al completo dei convocati:
1) Conti
2) Pascarella
3) Termini
4) Delfino
5) Sportiello
6) Meneghini
7) Atzori
8) Cannella
9) Romagnoli
10) Tota

Dirigenti
Meneghini
Romagnoli
Delfino

Allenatore
Ligato

domenica 2 maggio 2010

LA FORZA DELLA SOCIETA' E' IL FUTURO DEI GIOVANI



Oggi hanno esordito con gli esordienti ben 4 ragazzi dei pulcini di mister Manuguerra. Alessio, Alessandro, Diego e Matteo, si sono disimpegnati abbastanza bene. Un motivo d'orgoglio per questa giovane società che, con tanti sacrifici, punta alla crescita di questi ragazzi. Tutti uniti dunque verso un unico intento: crescere, imparare a giocare a pallone e soprattutto diventare uomini.

FORZA DRUENTO

LE PAGELLE DI DRUENTO - MIRAFIORI



CONTI 7
PASCARELLA 7
MENEGHINI 7
TOTA 7
ROMAGNOLI 7
CANNELLA 7
ATZORI 7
ALESSIO99 7
ALESSANDRO99 7
DIEGO99 7
MATTEO99 7

VITTORIA MERITATA DEL DRUENTO



Superato il Mirafiori per 3 a 2.

Ottima prestazione per gli esordienti del Druento che, rinforzati da 4 ragazzi del 1999 battono il Mirafiori. E' stata una bella partita, giocata con un buon ritmo e buona intensità. E' stata una delle più belle partite viste al comunale di Druento. Tutti i ragazzi hanno giocato una grande partita seguendo le direttive del mister.
I ragazzi hanno un grosso potenziale, e quando vogliono riescono a tirarlo fuori. Oggi, di fronte ci poteva essere il Barcellona, i ragazzi avrebbero battuto chiunque.
Dimostrazione che, quando una cosa la si vuole, la si ottiene. Come? Con la voglia, la motivazione e la concentrazione.

DRUENTO - MIRAFIORI 3 - 2

domenica 25 aprile 2010

SENZA VOGLIA NON SI VA DA NESSUNA PARTE



Quella che vedete è una "maca", è bellissimo adoperarla in un bel giardino dove il vento ti culla e il canto degli uccelli ti accompagna nel tuo fantastico riposo. Qualcuno di voi non l'ha mai usata, fatelo non ve ne pentirete.In campo no, non va usata, in campo si dà l'anima e corpo fino alla fine, tenendo sempre alta la concentrazione
Ieri gli esordienti del Druento collezionano la 3/a sconfitta consecutiva, e anche se conta poco ai fini della classifica ( in questo campionato la lega calcio non prevede classifica alcuna, quella che leggete è frutto del nostro modo di vedere il calcio, cercando di dare stimoli ai ragazzi), ieri però si è perso in malo modo, contro una squadra che a stento poteva superare al massimo il centrocampo, invece ci ha rifilato ben 6 (sei) gol.
Dopo la partita di ieri ci sono 2 strade da percorrere: 1) pensare che sono ragazzi e farli divertire senza nessun ostacolo. 2) cambiare registro, diventare ancora più duri e farli diventare uomini prima di tutto. Probabilmente sceglieremo la seconda ipotesi, non siamo all'oratorio, e in una società sportiva dove ogni suo componente fa dei sacrifici per portarla avanti nessuno si deve permettere di giocare senza voglia, senza spirito di sacrificio, senza orgoglio alcuno, mancando di rispetto sopratutto ad alcuni compagni che danno il massimo nonostante una tecnica approsimativa.
Il calcio è uno sport dove l'organizzazione è alla base di tutto, e per avere una buona organizzazione bisogna rispettare delle regole. Inutile prenderci in giro, i genitori compiono grandi sacrifici per alimentare la passione del calcio ai figli, e quando quest'ultimi non hanno riconoscenza di ciò e prendono lo sport come un "faccio quello che voglio" prendono in giro proprio i genitori stessi.
Probabilmente qualcuno prende sottogamba la cosa ma la socità è attenta e vigile e sà come procedere al momento opportuno.
Nessuno chiede prestazioni come l'Inter contro il Barcellona, sia l'allenatore, sia i dirigenti, sia il responsabile della scuola calcio, conoscono bene la situazione in termini tecnici, ma la mancanza di voglia di giocare no, quella non è ammessa. La voglia di giocare al gioco più bello del mondo deve venire da dentro, non c'è tecnica che tenga, non c'è schema che tenga, non c'è tattica da attuare. Ci vuole voglia.
Anche perchè, chi riesce a praticare il calcio in momenti di crisi come questo, dove i genitori fanno le staffette per seguire i ragazzi, si deve ritenere fortunato, colpito da una manna caduta dal cielo, e non cosa dovuta dalla misericordia.

sabato 24 aprile 2010

GENERAZIONI A CONFRONTO




Cari amici e amiche buonasera.
Un vecchio proverbio calabrese recita così: “Botti e panelli fannu i fighhiòli belli”. Ma è davvero così? Servono le botte per far capire ad un figlio come bisogna comportarsi nella vita e per fargli capire cos’è il rispetto e l’educazione? Bella domanda. A volte si, a volte no, a volte bisogna affidarsi alla sorte sperando di avere un pò di fortuna. E’ un discorso opinabile. Possiamo, però, dire con certezza che le nuove generazioni sono molto diverse da quelle precedenti. In negativo s’intende.

Eppure i nostri nonni, i nostri padri, sono cresciuti in un’epoca difficile, dura, spietata, all’insegna del sacrificio, della fame, dell’emigrazione, ma da sempre si sono distinti e si distinguono per qualità morali, educazione, rispetto, valori e principi di ogni genere. Oggi è l’epoca del tutto e subito, è l’epoca del denaro, l’epoca del lusso. I nostri giovani non sanno accettare un no, sono molto fragili e alle prime difficoltà accusano il colpo.
Oggi è un mondo depresso.
Sono molti i fattori che hanno determinato questa triste situazione: il miglioramento in termini economici ha portato ad un cambiamento di stili di vita della nuova gioventù. E fin quì tutto normale. Il problema è che si ragiona pensando che è tutto dovuto, tutto facile da raggiungere, ma è solo un’illusione, e dietro l’illusione il baratro.

Sono cambiati anche i sogni, i desideri, le speranze: 50 anni fa si pensava solo a sopravvivere, il nemico non scherzava, incuteva paura, si chiamava fame e povertà. Le ore di lavoro erano tante, troppe. Le mattine iniziavano all’alba e prima che il gallo cantasse si era già sulla strada che portava nei campi. Il lavoro era duro, pesante, ma dentro il cuore tanta dignità. La sera si tornava a casa senza un briciolo di energia ma con tanta felicità, del resto, ogni giorno era un giorno in più per amare, un giorno in più per sognare, un giorno in più per vivere. Era il periodo delle serenate sotto il balcone della fidanzata, era l’epoca dei capelli alla Elvis Presley, era l’epoca delle canzoni che sono rimasti indelebili nella nostra memoria.

Purtroppo, una nave non può rimanere ancorata in un porto, non avrebbe ragione di esistere, deve navigare per il mondo, affrontando tempeste, onde e venti di ogni genere.
Fare i genitori nel 2010 è un’impresa, crescere dei figli e farli diventare uomini è un capolavoro.
E pensare che in un’epoca dove non ci sono più guerre mondiali, d’indipendenza e quant’altro si potrebbe stare meglio, invece si sta peggio. Si vive male, con pochi sorrisi e molti malumori. Il consumo di alcol è notevolmente aumentato tra le giovani generazioni, toccando picchi sorprendenti tra i quattordicenni e le ragazze. Pur con le opportune cautele, è possibile stimare in 300mila maschi e oltre 160mila femmine di età compresa tra i 14 e i 17 anni, il numero dei giovani maggiormente a rischio, in quanto bevitori di amari e liquori, le bevande a più alta gradazione. L’aumento del numero di coloro che abusano, per quanto difficile da stabilire con precisione, è testimoniato dall’elevata frequenza di problemi alcol-correlati.
Nell’immaginario collettivo dei giovani, per di più, l’alcol non viene percepito come un fattore di rischio, tutt’altro: il bere viene associato a momenti di gioia e di benessere. Si beve per ubriacarsi.
Un dato che fa piangere anche se alla fine non si piange neanche più.
La televisione di oggi non aiuta, è spazzatura vera e propria. Ne fanno parte modelli che danno esempi sbagliati o che non rispecchiano la realtà che è terribilmente diversa.

“Vorrei giocare con la maglia amaranto, quella che indosso mentre canto, e mentre canto una canzone degli ultrà, a modo mio, vorrei giocare una partita anche io”. Da brividi il canto dei tifosi della Reggina che amano una maglia di colore amaranto. Già, la maglia, quella che sognano di indossare tutti i ragazzini che si apprestano ad iniziare a giocare a pallone. Quella stessa maglia che un certo Balotelli ha gettato per terra davanti a milioni di spettatori, un gesto brutto, triste, sgradevole, osceno, immorale. Un’azione compiuta da un ragazzo di 19 anni che percepisce 2 milioni di euro l’anno per giocare a pallone. Indifendibile. E’ stato un gesto che ha umiliato il calcio, gli sportivi, una generazione. Un personaggio pubblico che dovrebbe dare l’esempio ma che invece persevera in atteggiamenti a dir poco irritanti verso chiunque, verso un popolo che l’ha accolto come un gattino indifeso trovato per strada, un popolo che l’ha proposto anche alla nazionale di Lippi.

Balotelli preoccupa e non poco. La sua sfera nervosa è da tenere sotto controllo. Che il ragazzo non fosse tanto “normale” lo si era intuito l’11 marzo 2009: all’Old Trafford si disputava il ritorno degli ottavi di finale di Champions League tra Manchester e Inter. In un’azione di gioco il giovane attaccante dell’Inter si scontrò con Cristiano Ronaldo, pallone d’oro in carica, quest’ultimo cadde a terra, con l’interista che con gesti assurdi intimava al portoghese di rialzarsi. Un episodio che esalta la presunzione di un giovane calciatore alle prime armi contro un campione, il campione, quel Cristiano Ronaldo che tutti conosciamo.
Chi pensava che Balotelli potesse diventare un campione si sbagliava di grosso. Non basta saper tirare 4 calci ad un pallone per essere etichettati come dei campioni. Campioni si è soprattutto fuori dal campo. Campione è Zanetti, campione è Eto’o, campione è Milito, campione è Sneijder, campione è Del Piero, campione è Buffon, campioni erano Baresi, Maldini, Van Basten, Gullit. Fenomeni sono Messi, C. Ronaldo. Balotelli probabilmente non è nemmeno un calciatore.

Il mondo che vorrei? Generazioni di ieri col benessere di oggi. No, non si può. Portare avanti degli ideali si, quello si. Bisogna lottare solo per le cose senza le quali, non vale la pena vivere. Una su tutte: la libertà. Ma oggi l’Italia è un paese libero? Forse si, forse no, punti di vista. In realtà no, non lo è affatto. Il discorso è ampio, merita riflessioni approfondite.
Una concedetecela: ieri c’è stato lo scontro tra Berlusconi e Fini, i giornali e telegiornali ne hanno ampiamente parlato. In sintesi, Berlusconi dice che chi non si allinea al partito deve andare via. E come lo dice, con tanto di arroganza a seguito. Fini risponde dicendo che non c’è scritto da nessuna parte che in uno stesso partito una persona non può avere le proprie idee.
Del resto, Fini in questo caso fa esempi pratici che ogni cittadino italiano condivide: è inammissibile che un medico debba denunciare alle forze dell’ordine un clandestino che ha bisogno di cure o una persona irregolare che sta per partorire.
E’ la riconoscenza dov’è? Forse Berlusconi dimentica che Fini ha rinunciato al simbolo, ex Alleanza Nazionale per fare parte del PdL.
Come finirà? Staremo tutti a vedere.
La politica è tra l’incudine e il martello? “Quandu si incudini statti, quandu si marteddu batti”. Buona serata a tutti.
Rosario Ligato

http://www.mediterraneonline.it/2010/04/23/generazioni-a-confronto/

LA PRIMA PARTITA A 11




Mercoledì la squadra degli esordienti del Druento Calcio 2004 ha disputato un'amichevole contro la Mappanese, la prima in assoluto su un campo a 11. Le diverse dimensioni del campo hanno creato non poche difficoltà ai ragazzi allenati da Mister Ligato, anche se come prima apparizione non si poteva chiedere di più. Se le capacità coordinative dei singoli sono un pò approsimative,(Combinazione motoria: capacità di combinare tra di loro movimenti di segmenti corporei differenti, gesti motori diversi ecc. conduzioni palla+passaggio, guida palla+tiro, salto+colpo di testa, controllo+passaggio
Differenziazione motoria: capacità di selezionare il giusto grado di tensione muscolare a seconda dell'esigenza motoria. Finte, dosaggio della forza nei gesti tecnici, ritmo di corsa
Equilibrio: capacità di mantenere tutto il corpo, sia in fase statica che dinamica, in condizioni di stabilità. giochi in acrobazia, colpo di testa, cambi direzionali e dribbling, contrasti, tuffi vari
Organizzazione spazio/temporale: capacità di definire e variare la posizione e i movimenti del corpo nello spazio e nel tempo, in riferimento ad un campo di azione definito. posizionamento in campo, valutazione di traiettorie e velocità della palla, valutazione della velocità di spostamento dei compagni e degli avversari
Reazione motoria: capacità di iniziare ad eseguire un movimento il più rapidamente possibile in rapporto ad una sollecitazione e nel rispetto della tecnica. reazione alle finte, tempi di attivazione della risposta motoria in rapporto alle situazioni di gioco, ripartenze
Adattamento e trasformazione motoria: capacità che ha l'individuo, mentre svolge un'azione, in base alle variazioni percepite o dedotte dalla situazione, di portare delle modificazioni all'azione programmata in precedenza e di eseguirla in modo, del tutto o in parte, diverso. uno contro uno, cambio tattica di gioco, rimbalzi e deviazioni anomale della palla, variazione del programma motorio in relazione alle iniziative dei compagni e degli avversari
Ritmizzazione: capacità di dare ordine cronologico specifico, ad un atto motorio. adattamento ai tempi e ritmi di gioco, variazioni di ritmo dei movimenti a seconda delle situazione
Fantasia motoria: capacità che consente di risolvere in forma originale e creativa un problema motorio, quindi di variare, ristrutturare nuove forme di apprendimento. dribbling, finte, ricerca di nuove soluzioni
Anticipazione motoria: capacità che consente al soggetto di prevedere l'andamento, la successione, gli esiti di un'azione e di programmare conseguentemente i propri compiti motori. lettura del gioco, lettura della situazione, visione di gioco)

per tanti discorsi che non sto qui a fare, si può compensare il divario tecnico con situazione tattiche, soprattutto rispettando rigorosamente la posizione in campo assegnata dall'allenatore.
Per l'occasione sono stati convocati 4 giocatori che fanno parte dei pulcini 99: Nikolas, Federico, Marco e Alessio che hanno così esordito con gli esordienti, assaggiando in qualche modo cosa gli spetterà il prossimo anno in questa categoria.

domenica 18 aprile 2010

I MUSCOLI DEL CORPO UMANO IN SINTESI

Il corpo umano è una macchina perfetta quanto delicata e la sua anatomia è molto complessa. In questo articolo analizziamo l'anatomia muscolare del corpo umano in un breve escursus, utilissimo al lettore poco addentro all'argomento che - al termine della lettura - avrà le idee più chiare sulla propria struttura muscolare.

Possiamo dividere il corpo umano in tre gruppi fondamentali, ciascuno composto da determinati muscoli:

Braccia
Avambracci - composti da una fascia anteriore ed una posteriore, si collegano in basso ai muscoli della mano ed in alto ai bicipiti.

Bicipiti - composti da una fascia alta ed una bassa, si collegano in basso agli avambracci, in alto ai deltoidi ed alle loro spalle vi sono i tricipiti.

Deltoidi - composti da una fascia anteriore, da una fascia centrale e da una fascia posteriore; la prima si collega in basso coi bicipiti ed all'interno coi pettorali, mentre la seconda si collega a delta (ecco perchè "deltoidi") in basso con il "confine" tra bicipiti e tricipiti ed in fine quella posteriore si collega in alto con i trapezi ed in basso coi tricipiti e coi dorsali.

Tricipiti - composti da tre fasce, una esterna, una esterna ed una lunga che tiene unite le prime due; alle loro spalle vi sono i bicipiti e si collegano in alto col deltoide posteriore.

Gambe

Bicipiti Femorali - o solo femorali, si inseriscono in alto nei glutei ed in basso si legano coi polpacci.

Glutei - volgarmente definibili come i muscoli che rappresentano il sedere, si legano in alto con i lombari ed in basso con i bicipiti femorali.

Polpacci - o solei, sono composti da una doppia fascia muscolare, interna ed esterna; si legano in alto ai bicipiti femorali ed in basso arrivano fino alla caviglia.

Quadricipiti - composti da quattro fasce (da qui il loro nome) che rappresentano la parte anteriore della coscia, legandosi in basso col ginocchio ed entrando nella zona inguinale in alto.

Tronco
Addominali - composti da fascia alta, bassa e laterali, si innestano in alto nei pettorali, in basso nel ventre e lateralmente nei dorsali.

Dorsali - muscoli molto grandi e complessi, si innestano internamente nei lombari ed esternamente nei deltoidi posteriori (in alto) e si aprono "a mo' di ali" di fianco agli addominali laterali, per terminare con un innesto nei fianchi.

Fianchi - si tratta della parte bassa degli addominali laterali, che si innestano posteriormente tra glutei e lombari.

Lombari - composti da parte alta e parte bassa, sono i muscoli portanti della schiena divisi dalla colonna vertebrale e si innestano in basso nei glutei, in alto nei trapezi ed all'esterno nei dorsali.

Pettorali - composti da tre fasce muscolari, alti centrali e bassi, si dividono a loro volta in interni ed esterni; si collegano lateralmente coi deltoidi anteriori, in alto coi trapezi ed in basso con gli addominali.

Trapezi - composdi da fascia anteriore e posteriore, si innestano all'interno negli sternocleidomastoidei (muscoli del collo), all'esterno nei deltoidi e la fascia anteriore si innesta nei pettorali, mentre quella posteriore è collegata con la fascia alta dei lobari.

OBIETTIVI CATEGORIA ESORDIENTI

Durante questa fascia d'età la resistenza è la capacità condizionale di base che risente meno dello sviluppo puberale del ragazzo. Si assiste alla riduzione della capacità di equilibrio ed alla difficoltà di movimento. Per contro, si ha un incremento della forza, in particolare della forza esplosiva, ed una aumento della rapidità.
La sfera socio – affettiva mette in risalto l'incremento dell'autostima, lo sviluppo delle capacità di autocritica e l'importanza di sentirsi accettati dal gruppo e quindi il senso di appartenenza.
Aumentano le capacità di collaborare da parte del ragazzo.
Dal punto di vista socio-affettivo, i principali obiettivi da perseguire sono quindi rappresentati da:
- sicurezza di sé e delle proprie capacità;
- rispetto e cooperazione con i coetanei.
Le capacità coordinative e condizionali che dobbiamo sviluppare dovrebbero essere rappresentate da: combinazione, differenziazione, equilibrio, adattamento e trasformazione, organizzazione spazio-temporale, rapidità, forza veloce, mobilità articolare, capacità senso-percettive e schemi motori.
Alla fine del ciclo formativo il ragazzo dovrà essere in grado di conoscere le regole fondamentali del gioco, di acquisire i princìpi fondamentali di attacco e difesa (attacco: possesso della palla, profondità e capacità di conclusione; difesa: rallentare l'azione dell'avversario e scaglionamento), di sviluppare le capacità di dominio della palla ed aumentare il bagaglio tecnico generale.
In senso più specifico, l'allievo dovrà essere in grado di: valutare le traiettorie, tenere la posizione in campo, combinare più schemi motori tra di loro, giocare in più posizioni di campo, passare la palla e rendersi nuovamente utile, calciare di collo piede, colpire la palla di controbalzo, eseguire le rimesse laterali con precisione, controllare la palla di coscia e di petto, eseguire lanci con il piede forte, colpire di testa da fermi ed in elevazione, combinare più gesti tecnici tra loro (es. stop + tiro), cambiare direzione con finta, tirare in porta con la palla in movimento, essere più precisi nei passaggi, colpire la palla al volo, saper proteggere la palla in difesa e marcare a uomo.
In collaborazione con i compagni di squadra, il ragazzo dovrebbe essere in grado di: servirsi dei messaggi di comunicazione verbali, effettuare l'uno-due, dare sostegno al portatore di palla, dettare il passaggio, privilegiare i passaggi in profondità, effettuare le sovrapposizioni, utilizzare la superiorità numerica (2>1) e attuare i princìpi basilari di difesa collaborativa (anticipo e copertura).
Durante quest'età è necessario evitare la specializzazione precoce, dando adito anche ad altri sport come il rugby (per vincere la paura del contatto con l'avversario e il terreno), la pallavolo (per lo studio delle traiettorie) e il basket (per la coordinazione generale).

LA TATTICA NEL CALCIO

La tattica può essere sia collettiva, sia individuale.
Tattica collettiva: è un'azione coordinata tra due o più giocatori, tesa ad ottenere uno scopo determinato in precedenza.
Tattica individuale: sono tutti quegli accorgimenti e movimenti per mezzo dei quali la nostra prestazione risulta utile ed economica.
La tattica va eseguita con autonomia da ogni giocatore della partita. Ogni calciatore deve essere autore del disegno tattico. Ognuno è responsabile e quindi ha libertà decisionale in fatto di modi, tempi, spazi, scelta, esecuzione, tenendo pur conto dei movimenti degli altri.
Attenzione che senza la tecnica non si può fare tattica. Quindi i bambini o gli adulti dilettanti, devono essere istruiti sulla tecnica. Non si può insegnare un disegno tattico o studiare movimenti preordinati se non si è in grado di gestire il pallone.
Il giocatore ideale è quello che possiede una tecnica precisa e rapidità d'esecuzione abbinata a ripetuta velocità di spostamento, inserita in azioni di gioco, con una rapida e variegata capacità di decisione tattica.
Il tempo è la chiave per giocare a calcio. Tempo di marcamento o smarcamento, tempo di battuta, tempo di passaggio ecc…..
Il lavoro dell'allenatore deve essere rivolto a migliorare i tempi di gioco, non sull'applicazione passiva da parte dei giocatori, di schemi preordinati e tempi fissi. Il calcio è uno sport di situazione, non si può prevedere cosa succederà durante la partita, quindi l'allenatore deve abituare i propri giocatori ad autonomia decisionale in un sistema chiaro a tutti.
Possiamo dividere la partita di calcio essenzialmente in due parti ben distinte:
Fase di possesso palla (la mia squadra ha la palla, indipendentemente dalla posizione del campo e dal giocatore)
Fase di non possesso palla (la squadra avversaria ha la palla, indipendentemente dalla posizione del campo e del giocatore)
Nella tattica individuale in fase di possesso palla il giocatore deve conoscere:
Lo smarcamento: in zona luce (zona dove sia possibile ricevere la palla); in diagonale
Difesa e protezione della palla: ad ogni ricezione devo mettere il corpo a protezione della palla; andare sempre in contro alla palla; andare sempre sul punto di caduta su palloni che arrivano dall'alto
Passaggio: la precisione determina il vantaggio rispetto alla conduzione della palla: è più veloce; supero più avversari in un colpo solo; determina meno consumo energetico
Guida della palla, finta e dribbling
Tiro in porta
Nella fase di non possesso palla, deve conoscere:
Presa di posizione: in diagonale rispetto alla palla; rientrare verso la porta
Marcamento: a uomo (la posizione è determinata dall'avversario); a zona (la posizione è determinata dalla palla)
Intercettamento e/o anticipo: contrasto diretto; contrasto indiretto (mettere in zona d'ombra l'avversario)
Difesa della porta: difendere il portiere nei suoi interventi; non girarsi in occasioni di possibili tiri degli avversari; copertura di parte della porta con il corpo; non ostacolare il proprio portiere
I princìpi di gioco collettivi, in fase di possesso palla sono:
Scaglionamento: i giocatori non devono mai trovarsi in linea, ma devono formare dei triangoli tra di loro.
Penetrazione: o anche profondità e verticalizzazione. Bisogna arrivare prima possibile nelle vicinanze dell'area di rigore degli avversari, per essere in zona pericolosa per gli avversari e lontani da quella di pericolo per la nostra squadra.
Ampiezza: sfruttare tutta l'ampiezza del terreno di gioco per creare spazi utili ed aprire le maglie della difesa avversaria
Mobilità o movimento: il gioco del calcio è movimento. La creazione di spazio è dettata dai movimenti dei singoli
Imprevedibilità: ogni situazione deve essere resa imprevedibile per gli avversari, anche se ripetuta, attraverso finte ecc…
I princìpi di gioco in fase di non possesso palla sono:
Scaglionamento: bisogna disporsi in modo tale per stringere più possibile il campo libero agli avversari. Scaglionarsi significa anche essere in grado di dare copertura reciproca ai compagni.
Azione ritardatrice:intervenire per alterare i tempi di gioco degli avversari, facendo perdere tempo alla squadra avversaria nella profondità, oppure limitando i tempi di gioco. Si può attuare attraverso due atteggiamenti diversi: temporeggiamento; pressing e fuorigioco
Concentrazione: riferita alla dislocazione sul terreno di gioco. La difesa deve essere posizionata in modo tale da difendere con più elementi la zona pericolosa del campo, cioè quella davanti alla nostra porta.
Equilibrio: mantenere la possibilità di copertura reciproca in ogni circostanza
Controllo e limitazione: non farsi attirare dalla palla, ma rispettare la difesa degli spazi davanti alla nostra porta.
Analizzando alcuni dei termini più utilizzati nel calcio, il loro significato è:
La tattica di principio o strategia di gioco: è la scelta che si vuole attuare in prospettiva di una singola gara.
Pressing: può essere difensivo o basso, offensivo o medio, ultra offensivo o alto. E' una tattica collettiva atta alla riconquista della palla, conseguente alla pressione.
Pressione: è un'azione di tecnica applicata (tattica individuale), che ha lo scopo di limitare tempo e spazio al possessore di palla avversario.
Il fuori gioco è una conseguenza del pressing, in quanto la squadra si alza verso la palla e verso i giocatori più vicini alla palla per limitare spazio e tempo agli avversari.
Incroci e sovrapposizione: gli incroci sono azioni di tattica individuale senza la palla che prevedono cambi di posizione, attraverso corse ad incrocio tra due compagni. Si utilizza principalmente in fase d'attacco per liberare spazi.
Le sovrapposizioni sono corse alle spalle di un compagno a cui è stata trasmessa la palla, superandolo nel tentativo di conquistare spazio in avanti o superiorità numerica.
Possesso di palla: è un'azione tattica di reparto o di squadra, mediante la quale si cerca di far liberare degli spazi agli avversari. Si attua attraverso una serie di passaggi semplici, cercando di far girare su tutta la larghezza del campo la palla.
Sostegno o appoggio: andare vicini ad un compagno di squadra in possesso palla, al fine di attuare un possesso palla o un'azione d'attacco.
Superiorità numerica: è la condizione tattica che si ricerca con ogni azione di gioco, in opposizione agli avversari, grazie ai continui movimenti in sincronia nello spazio e nel tempo.

IL COLPO DI TESTA

Saper colpire bene il pallone di testa è importantissimo nel calcio moderno. Splendidi gol vengono realizzati attraverso colpi di testa su passaggi dalle fasce e non solo. L'uso del colpo di testa risulta essere necessario per imprimere alla palla delle traiettorie aeree, che diversamente non sarebbe possibile fare.

Ecco alcuni accorgimenti da tenere presente:
colpisci il pallone con la fronte: non ti procurerà alcun dolore (non colpire il pallone con la tempia: è pericoloso);
segui con lo sguardo il pallone sino al momento dell'impatto con la fronte;
in attesa dell'arrivo del pallone poniti frontalmente rispetto ad esso.
Il pallone può essere colpito con qualsiasi parte della testa, purché si raggiunga l'obiettivo; la fronte, avendo una superficie di impatto più larga, è più precisa. Essa ci permette di seguire con lo sguardo, per un tempo più lungo, la traiettoria della palla.
Quando la palla arriva veloce e l'attaccante vuole agevolare l'azione del compagno, può sfiorarla o colpirla con la parte laterale della fronte.
Tecnica del colpo di testa da fermi

I piedi dovrebbero essere leggermente divaricati per avere un maggiore equilibrio e permettere al tronco una maggiore libertà di movimento. Il tronco si flette nella direzione della palla attraverso un'azione di contromovimento. In seguito, la testa viene proiettata verso la palla.
Per cambiare la direzione della palla, la testa ed il collo devono essere ruotati in modo tale da dirigerla nella direzione voluta. Le gambe, in quest'ultimo caso, devono essere divaricate con la gamba più arretrata che determina la direzione che si vuole imprimere alla palla (la gamba destra deve essere posizionata posteriormente se la palla la si vuole girare a destra, e viceversa).
Tecnica del colpo di testa in movimento

La differenza principale tra il colpo di testa in corsa e quello da fermo, consiste nella minore ampiezza del contromovimento.
Tecnica del colpo di testa in elevazione

Nel colpo di testa in elevazione risulta di fondamentale importanza il giusto tempo di stacco. Se la palla viene colpita nel momento del vertice del salto, è possibile ottenere una maggiore precisione e forza, potendo utilizzare al meglio tutte le articolazioni.
Tecnica del colpo di testa all'indietro

Il colpo di testa all'indietro può essere reso più incisivo se la testa viene spinta improvvisamente indietro con un movimento limitato al tratto cervicale del rachide.
Elementi da considerare nel colpo di testa

parabola del pallone e conseguente scelta della posizione da assumere;
superficie della fronte con la quale si vuole colpire la palla;
equilibrio e forza;
ampiezza del movimento
mancanza di precisione (può essere dovuta al fatto che non si colpisce la palla al centro della fronte. Cosa fare: sensibilizzare l'allievo al contatto del pallone con la fronte e far provare il colpo di testa anche con parti diverse del capo, affinché sia l'allievo stesso a scegliere la parte che gli offre più sicurezza.

LA RIMESSA LATERALE

La rimessa laterale viene utilizzata quando il pallone oltrepassa, con tutta la sua circonferenza, la linea laterale del campo.
La palla deve essere lanciata con le mani (entrambe contemporaneamente) non oltre il limite del centro della propria testa, con entrambi i piedi al suolo e fuori dalla linea del campo.
Il pallone può essere lanciato da fermi o con rincorsa. Nel primo caso il giocatore afferra la palla con il palmo delle mani e con le dita che aderiscono morbidamente al pallone stesso. All'inizio del movimento il giocatore assume una posizione di divaricata laterale, o antero posteriore. Il pallone viene quindi portato in alto, sopra-dietro la testa. A questo punto tutto il corpo è proteso all'indietro e inizia il lancio vero e proprio: grazie ad una “frustata” la palla viene portata avanti e rilasciata nel momento in cui si trova sopra la testa, o appena più avanti.
Nella rimessa laterale con rincorsa, la palla viene lanciata ancora più lontana. In questo caso dobbiamo porre attenzione a non staccare i piedi da terra, cosa che può avvenire con più facilità in caso di rincorsa.

Alcuni consigli per effettuare correttamente la rimessa laterale:
non utilizzare più energicamente un braccio rispetto all'altro;
non sollevare uno o entrambi i piedi da terra;
non lasciar cadere il pallone davanti a sé;
essere rivolti verso il campo da gioco;
non appoggiare uno o entrambi i piedi sulla linea laterale (o dentro al campo di gioco).
Errori più comuni circa la tecnica di esecuzione della rimessa laterale:
sostenere il pallone con le mani dai lati;
tenere i polsi bloccati quando si lancia il pallone;
non inarcare sufficientemente il corpo all'indietro;
movimenti non coordinati tra di loro.
Esercitazioni

È necessario lavorare sulla distanza e la precisione del rilancio: coordinare le varie componenti del movimento, misurando la forza di tutti i distretti muscolari. Per la precisione dobbiamo esercitarci a valutare la distanza del compagno e il tempo di movimento.

LA TECNICA NEL GIOCO DEL CALCIO

Ricevere la palla significa entrarne in possesso, fermandola o portandola sotto il proprio controllo.
Spesso, durante la partita, i calciatori non passano immediatamente il pallone, ma sono costretti a fermarlo o stopparlo, per essere poi in condizione di calciarlo in porta, oppure guidarlo e passarlo.
Anche se il calcio moderno richiede un gioco rapido, non sempre è possibile giocare «di prima»: spesso il pallone deve essere smorzato, arrestato e condotto per il campo.
Principi generali per imparare a ricevere il pallone

Se l'avversario è vicino, è necessario stoppare la palla e mantenerla ai piedi; se distante, è possibile smorzare il pallone in modo tale che possa essere rigiocato immediatamente.
Proteggere il pallone con il corpo, allo scopo di difenderlo dall'avversario.
Imparare a fare delle finte con il corpo prima di stoppare il pallone; ciò inganna l'avversario circa il gioco che si intende fare.

Stop con l'interno del piede

Se il pallone arriva rasoterra, allunga la gamba in avanti verso la palla. Quando il pallone sta per venire a contatto con il piede, tira indietro la gamba, in modo tale da ridurre la velocità della palla stessa. Il piede deve essere rilassato, leggermente staccato da terra e con la punta un pò rivolta verso l'alto: il pallone rimbalzerà debolmente sulla superficie interna del piede e si fermerà poco distante.
Quando il pallone arriva teso a mezza altezza, è possibile effettuare uno stop con l'interno del piede. In questo caso la tecnica è simile a quella utilizzata per i palloni rasoterra, con la differenza che bisogna sollevare il piede all'altezza del pallone in arrivo.
Quando il pallone spiove dall'alto, dobbiamo stopparlo con l'interno del piede subito dopo il rimbalzo. Ricordati di appoggiare la gamba portante davanti al punto in cui rimbalzerà la palla, così che, qualora lo stop non riesca bene, il pallone andrà contro la gamba e quindi non rimbalzerà verso l'alto. Questo stop, se eseguito bene, permette di guidare la palla dove si vuole e già nella condizione di essere rigiocata.

Stop o smorzamento col collo pieno del piede

Serve per ricevere i palloni che arrivano quasi perpendicolari dall'alto. Il peso del corpo è appoggiato sulla gamba portante (che ha il ginocchio leggermente flesso). L'altra gamba (quella che stopperà il pallone) deve essere sollevata verso la palla in arrivo, con l'articolazione del piede rilassata. Il pallone deve venire a contatto col collo del piede nel momento in cui la gamba inizia il movimento di ritorno sul terreno. È uno stop difficile da eseguirsi, ma molto bello da vedere.

Stop di petto

Lo stop di petto viene usato quando i palloni arrivano a parabola. Tieni il bacino in avanti e inarca la schiena. Al momento dell'impatto con la palla, devi far rientrare il petto, in modo tale che la palla venga smorzata e ricada davanti al corpo.
Lo stop di petto può essere utilizzato anche per fermare i tiri tesi a mezza altezza. In questo caso devi smorzare la palla col torace, «incassandolo» al momento dell'impatto.

Stop di coscia

Lo stop di coscia è utile per smorzare i palloni provenienti dall'alto. Tieni la gamba portante leggermente piegata al ginocchio, solleva l'altra gamba (tutta flessa al ginocchio) fino a che la coscia è perpendicolare rispetto al corpo. Al momento dell'impatto abbassa la coscia: in questo modo il pallone incontrerà una superficie «oscillante», in grado di ridurne la velocità e farlo cadere vicino ai piedi.

Stop di testa

Lo stop di testa è poco usato perché è piuttosto difficile da eseguirsi. Disponiti con le gambe divaricate in direzione anteroposteriore e leggermente piegate al ginocchio. Prima di ricevere il pallone, devi sollevarti sulla punta dei piedi: nel momento in cui la palla sta per urtare la fronte, devi spingere le ginocchia in avanti, inclinando la parte superiore del corpo rispetto alle anche.

Principi fondamentali per eseguire bene uno stop
Il corpo deve essere sempre rivolto verso la direzione da cui proviene la palla.
La parte del corpo (esempio: piede, petto, coscia, o testa) che viene utilizzata per effettuare lo stop, deve essere retratta nel momento in cui vi è il contatto con il pallone.
La zona del corpo che stoppa la palla deve essere rilassata e non rigida.
Prima di entrare in contatto con il pallone è utile fare un piccolo saltello: questo consente di avere il corpo leggermente sollevato da terra e le articolazioni rilassate.
Errori comuni nell'effettuazione di uno stop

Se l'allievo esegue uno stop di interno piede e la palla rimbalza lontana, potrebbe aver sbagliato i tempi di esecuzione del movimento, oppure aver tenuto le articolazioni del piede (o del ginocchio) troppo rigide. In questo caso la soluzione potrebbe essere quella di far eseguire lo stop da fermi con velocità ridotta. È molto importante capire se la gamba di sostegno viene usata correttamente.
Se il pallone non va nella direzione voluta, potrebbe esserci un problema di tipo propriocettivo, cioè il ragazzo non è in grado di orientare il piede parallelamente al terreno e perpendicolarmente alla direzione del pallone.
Nello stop di petto dobbiamo allenare l'allievo ad osservare bene le parabole del pallone ed eseguire correttamente il gesto tecnico.
GUIDA DELLA PALLA

Guidare la palla significa compiere una serie di passaggi indirizzati a se stessi per mantenere il possesso della palla o conquistare gli spazi.
La palla può essere guidata di collo piede, di interno collo piede, oppure attraverso l'esterno collo piede. Nel primo caso, la conduzione della palla è rettilinea e viene eseguita colpendo il pallone nella parte superiore del piede, tra la base dell'articolazione metatarsale e l'arcata articolare della caviglia. La punta del piede è rivolta verso il basso ed il ginocchio rimane costantemente parallelo all'asse longitudinale del corpo.
Nel caso della conduzione di interno collo piede, la palla viene colpita attraverso la parte mediale del piede, tra la base dell'alluce ed il malleolo interno. Durante la corsa il piede della gamba calciante viene ruotato leggermente verso l'esterno rispetto l'asse longitudinale del corpo. Il piede è rilassato e con la punta rivolta verso il basso; il tronco è eretto. Le braccia assecondano la corsa. Lo sguardo deve essere rivolto sia verso la palla, che verso il campo da gioco.
La conduzione della palla di esterno collo piede viene effettuata colpendo il pallone attraverso il bordo esterno del collo del piede, il quale, nel momento in cui viene toccato il pallone, è rivolto verso l'interno, mentre il ginocchio si avvicina all'asse longitudinale del corpo. Grazie ad una maggiore adattabilità del piede al pallone, quest'ultimo può essere guidato con una superficie maggiore rispetto all'esterno piede.
La conduzione di esterno collo piede è sicuramente la più veloce e da luogo a maggiori garanzie per il controllo della palla.
ESERCITAZIONI PER LA GUIDA DELLA PALLA

Esercitazioni tattili e propriocettive: effettuare molti tocchi della palla per gestirne la forza di contatto.
Errori di direzionamento: può esserci un errore nel posizionamento delle articolazioni, oppure nella scelta del modo di condurre la palla. In questo caso è necessario far verbalizzare le sensazioni che l'allievo sente.
Altre esercitazioni:
percorsi in slalom definiti o da inventare;
guida nel traffico, all'interno di uno spazio delimitato, con i giocatori che guidano ciascuno un proprio pallone;
guida nel traffico con giocatori che disturbano i possessori della palla;
condurre il pallone con un avversario che insegue;
guidare il pallone con un avversario posto frontalmente che accompagna passivamente.
Esistono vari modi per calciare la palla: se il pallone è rivolto verso la porta avversaria, parleremo di tiro; se l'intento è quello di liberare la propria zona pericolosa calciando il pallone lontano, si tratterà di tiro liberatore; se invece l'obiettivo è quello di passare la palla al compagno, allora possiamo parlare di passaggio.
La buona riuscita di un tiro e determinata dai seguenti fattori:
piede calciante;
piede d'appoggio;
modalità di calcio della palla.
La palla può essere colpita attraverso varie parti del piede: interno piede, esterno piede, collo piede, interno collo piede, esterno collo piede, punta e tacco.
Le traiettorie del pallone possono essere: rasoterra, alte o a mezza altezza.
Le direzioni dei passaggi o dei tiri possono essere: orizzontali, diagonali o verticali.
Calcio di interno piede

Il calcio di interno piede viene utilizzato per i passaggi o per i tiri e può essere eseguito sia da fermi che in movimento.
Questo fondamentale è il più sicuro per i passaggi rasoterra e il piede d'appoggio viene posizionato di fianco al pallone, con la gamba leggermente piegata al ginocchio. Il piede calciante deve essere posizionato con la pianta parallela al terreno ed il busto deve avere il baricentro sopra il centro della palla.
Calcio di interno collo piede

Questa modalità di calciare la palla viene utilizzata per i passaggi ed i tiri di media e lunga distanza, oppure per effettuare cross o calci di punizione anche ad effetto.
La rincorsa è obliqua rispetto alla direzione che si vuol dare al pallone: se si calcia con il destro la rincorsa è sulla sinistra, se invece si calcia col sinistro la rincorsa è sulla destra.
Il piede portante va collocato più distante dal pallone rispetto al calcio di piatto, mentre il piede calciante deve essere proteso verso il basso e la caviglia leggermente girata verso l'esterno.
Il busto deve essere mantenuto leggermente flesso in avanti verso la gamba portante, mentre lo sguardo è rivolto al pallone.
La traiettoria del tiro sarà più o meno alta a seconda dell'inclinazione del corpo e del punto in cui si vuole colpire il pallone.
Non dobbiamo dimenticare che l'ultimo passo della rincorsa deve essere più lungo rispetto agli altri.
Calcio di collo piede

Questo fondamentale viene utilizzato soprattutto per i tiri in porta o per quelli liberatori.
Il contromovimento ed il movimento coincidono con la direzione del calcio e ciò permette di imprimere maggiore velocità al pallone.
Il piede d'appoggio va posto lateralmente alla palla, mentre il ginocchio della gamba calciante deve trovarsi sopra la palla nel momento in cui avviene il contatto con il piede. La punta del piede deve essere rivolta verso il basso e rimanere in questa posizione anche dopo aver colpito la palla.
Calcio di esterno collo piede

Il calcio di esterno collo piede viene spesso utilizzato per tirare in porta, sia con i palloni in movimento, che con palloni da fermi.
È particolarmente efficace quando i palloni arrivano dall'alto, al volo o di controbalzo.
La rincorsa è generalmente dritta, ma può essere, in alcuni casi, ricurva.
Al momento del contatto con il pallone, lo sguardo deve essere sempre rivolto verso la palla.
Calcio di esterno piede

Si usa per i passaggi brevi o per dare al pallone effetti o giri che permettono al compagno un miglior controllo della palla.
Calcio di punta

Si utilizza soprattutto nei momenti di emergenza, quando cioè non è possibile impostare alcun tipo di calcio senza rischiare di arrivare dopo l'avversario. I passaggi e i tiri in porta vengono eseguiti con precisione approssimativa. È molto usato quando le condizioni del campo sono pessime (campo bagnato), per imprimere più forza alla palla e permettere che avanzi.
Calcio della palla di tacco

È un fondamentale che richiede elevata sensibilità tattile, coordinazione e visione periferica. Viene utilizzato in occasione di azioni spettacolari.

Ciò che limita il modo con cui si calcia efficacemente un pallone va ricercato negli elementi esterni ed interni dei movimenti fondamentali relativi a questo fondamentale.
Le discriminanti che permettono di effettuare con efficacia un passaggio o un tiro, sono rappresentate dalla percezione della traiettoria della palla, della posizione del compagno e degli avversari, della tecnica e dell'esperienza possedute dall'allievo.
L'allievo deve poter arrivare ad un'esecuzione corretta attraverso il raggiungimento degli obiettivi prefissati, facendo scelte per confronto.
Anche la posizione dell'arto portante non viene facilmente “sentita” dall'allievo; a tale proposito si dovrebbero provare posizioni estreme assieme a quella che si presume possa essere quella giusta, per far verbalizzare le sensazioni riscontrate e confrontarle con il risultato finale raggiunto.

VADEVECUM DEL GIOVANE CALCIATORE

Da leggere ed impare

La tecnica calcistica è l'insieme dei movimenti con o senza la palla che vengono attuati durante una partita, nella quale il primo obiettivo è il possesso della palla, il secondo la difesa e la riconquista del pallone.
La tecnica di base è composta da 6 fondamentali:
1) dominio della palla
2) calcio della palla
3) guida della palla
4) ricezione (stop)
5) colpo di testa
6) rimessa laterale
La tattica individuale o tecnica applicata è l'applicazione pratica della tecnica di base con l'obiettivo di eseguire il movimento utile ed efficace nel momento contingente.

La tattica individuale comprende due fasi :

a) fase di possesso della palla
b) fase di non possesso della palla

PRINCIPI DI TECNICA APPLICATA IN FASE DI POSSESSO DELLA PALLA :

smarcamento
controllo e difesa della palla
passaggio
finta e dribbling
tiro in porta

PRINCIPI DI TECNICA APPLICATA IN FASE DI NON POSSESSO DELLA PALLA :

posizione sul campo
marcamento
intercettamento
contrasto
difesa della porta


Non può essere giocatore di calcio chi non è in grado di calciare il pallone, stopparlo, colpirlo di testa, ecc.
Per imparare la tecnica calcistica è necessario ripetere molte volte una serie di elementi tecnici, sino a che si è in grado di eseguirli alla perfezione.

La tattica calcistica può essere sia collettiva che individuale. La prima è un'azione coordinata tra due o più giocatori tesa ad ottenere uno scopo determinato precedentemente. La tattica individuale è caratterizzata da tutti quegli accorgimenti e movimenti per mezzo dei quali la nostra prestazione risulta essere utile ed economica. La tattica deve essere eseguita con autonomia da ciascun giocatore: ognuno è responsabile di ciò che fa, tenendo conto dei movimenti degli altri.
La tecnica e la tattica sono due cose assolutamente indivisibili, nel senso che senza la prima non ci può essere la seconda.

CARATTERISTICHE TECNICHE DEL GIOCATORE DI CALCIO IDEALE
tecnica precisa;
elevata rapidità di esecuzione;
ripetuta velocità di spostamento;
rapida e variegata capacità di decisione tattica.
Il compito dell'allenatore di calcio è quello di abituare i propri giocatori a possedere una sufficiente autonomia decisionale, migliorando i tempi di gioco: tempo di marcamento o smarcamento, tempo di battuta, tempo di passaggio ecc.

Nella tattica individuale, in fase di possesso della palla il giocatore deve sapere come smarcarsi, come proteggere la palla, come passare, ricevere e guidare la palla, come tirare in porta. In fase di non possesso è importante prendere correttamente posizione in campo, marcare, anticipare e difendere la porta.

“DIZIONARIO” DEL CALCIO:

Smarcamento: liberarsi verso la zona luce (zona in cui è possibile ricevere la palla)
Difendere la palla: mettere il corpo a protezione della palla
Ricevere la palla: è necessario andare in contro alla palla, per esempio sul punto di caduta dei palloni che arrivano dall'alto
Passare la palla: questo veloce fondamentale mi permette di superare più avversari rispetto alla guida della palla, determinando un minor consumo di energia ed un minor rischio
Equilibrio: mantenere la possibilità di copertura reciproca in ogni circostanza
Strategia di gioco: scelta da attuare in prospettiva della gara
Pressing: tattica collettiva atta a riconquistare la palla
Pressione: tattica individuale con lo scopo di limitare tempo e spazio al possessore di palla avversario
Incroci: azioni di tattica individuale senza la palla, con cambi di posizione mediante corse ad incrocio tra due compagni. Si utilizza principalmente in fase di attacco per liberare gli spazi.
Sovrapposizioni: corse alle spalle di un compagno a cui è stata trasmessa la palla, superandolo nel tentativo di conquistare spazio in avanti o superiorità numerica.
Possesso della palla: azione mediante la quale si cerca di far liberare gli spazi agli avversari. Si attua cercando di far girare su tutta la larghezza del campo la palla.
Sostegno (o appoggio): andare in sostegno ad un compagno di squadra che si trova in possesso della palla, al fine di attuare possesso del pallone o azione d'attacco.

Fase di non possesso palla:
Presa di posizione: prendere posizione in diagonale rispetto alla posizione della palla; rientrare verso la porta
Marcamento a uomo: la posizione viene determinata dall'avversario
Marcamento a zona: la posizione dipende dalla palla
Scaglionamento: i giocatori devono formare dei triangoli tra loro
Penetrazione: profondità, verticalizzazione. In questo caso è necessario arrivare il prima possibile nei pressi dell'area di rigore degli avversari
Ampiezza: creare spazi utili ed aprire le “maglie” della difesa avversaria
Creazione dello spazio: è dettata dai movimenti dei singoli
Imprevedibilità: ogni situazione deve essere resa imprevedibile
In fase di non possesso della palla dobbiamo disporsi in modo tale da stringere il più possibile il campo libero agli avversari.
Azione ritardatrice: intervenire per alterare i tempi di gioco degli avversari, facendo perdere tempo alla squadra avversaria in profondità, oppure limitando i tempi di gioco. Un'azione ritardatrice si può attuare attraverso temporeggiamento, pressing o fuorigioco.
In fase di non possesso della palla, la difesa deve essere posizionata in modo tale da difendere la zona pericolosa del campo (quella davanti alla porta). A tale proposito è necessario non farsi attirare dalla palla, ma difendere gli spazi davanti alla nostra porta.

sabato 17 aprile 2010

DRUENTO SFORTUNATO

DRUENTO - VALSUSA 0 - 1


Il dirigente accompagnatore della squadra degli esordienti 97 Dario Meneghini.

Il Druento disputa un buon incontro ma cade in casa contro il Valsusa. E' stata una partita all'insegna della sfortuna. La squadra dei dirigenti Meneghini-Romagnoli-Delfino colpisce 2 legni e sfiora la marcatura sopratutto nel finale.
Alla squadra di casa non vengono concessi 2 calci di rigore apparsi netti. Il gol ospite è pervenuto grazie ad un perfetto contropiede. Probabilmente, anzi, sicuramente, se in questo campionato ci fosse la regola del fuorigioco, il gol del Valsusa sarebbe da annullare come anche i pochi gol incassati fino adesso nel corso del campionato.
C'è rammarico in casa Druento, le 2 sconfitte consecutive sono immeritate, sopratutto la partita contro il Valsusa poteva prendere una piega diversa. Ma il calcio è anche questo, l'importante è uscire dal campo a testa alta con la consapevolezza di aver dato tutto. Bisogna saper accettare la sconfitta e andare avanti.
I ragazzi ce l'hanno messa tutta e da questa sconfitte bisogna ripartire per migliorare giorno dopo giorno.

LE PAGELLE
Conti 6,5: Poco impegnato. Nel finale compie una grande parata mandando la palla sopra la traversa. Il portiere è un ruolo dove anche un solo errore è visibile, ma difensori, centrocampisti ed attaccanti a volte sbagliano molto di più. Se contassimo gli errori in una partita, Ricky è sicuramente quello che sbaglia di meno e non deve sentirsi responsabile per i gol incassati. Si perde in 7 più panchinari, allenatore e dirigenti. Si cresce anche così.

Sportiello 6,5: Buona la fase offensiva ma deve riuscire a difendere meglio. A volte si dimentica del suo diretto avversario. Altra pecca, deve passare di più il pallone e concludere le proprie azioni con un cross in mezzo.

Pascarella 6+: Discreto nei palloni alti, deve marcare meglio l'attaccante avversario rispettando la posizione difensiva.

Termini 7- : Sarebbe da 7 se fosse riuscito a contrastare quel pallone in occasione del gol. Buona cmq la sua prova.

Romagnoli 6+: Ha una grande corsa ma paga un momento di forma precario. Deve riuscire ad arrivare più spesso al cross e partecipare di più al gioco. Ha un colpo di testa da grande saltatore ma deve riuscire a far male in zona gol.

Delfino 6,5: Alessandro gioca un buon tempo, proponendosi anche in zona offensiva.

Meneghini 7: Finalmente fa quello che il mister gli chiede. Si piazza davanti alla difesa e distribuisce palloni. Pecca con i suoi soliti colpi di tacco che poco incidono nel gioco della squadra.

Tota 6: Parte sulla destra e finisce in mezzo al campo. Viene contrastato al meglio dalla difesa del Valsusa non riuscendo a rendersi pericoloso con le sue cannonate da fuori.

Cannella 6: Lotta e corre ma punge poco. Partita difficile per le punte del Druento.

Atzori 6: Nella prima frazione si muove poco. Dopo ottime prestazioni ci sta una partita con molte ombre e poche luci.

Ligato 5: Quando una squadra perde è sempre colpa dell'allenatore. Deve cercare di trovare nuove soluzioni per uscire da questo momento di crisi di risultati.
Oggi la squadra non gioca male, buono il giro palla e il gioco sulle fasce. Sono mancate le conclusioni a rete, vero neo di questa partita. La squadra c'è e si rifarà già dalla prossima partita.

Il migliore in campo di questa partita è Diego Meneghini che ha mantenuto bene la posizione distribuendo molti palloni ai compagni. Deve continuare così.

mercoledì 14 aprile 2010

Enzo Barbieri suona la carica: Druento vinci il campionato!



Il campionato degli esordienti entra nel vivo. A 5 partite dal termine, la formazione allenata da Mister Rosario Ligato, dopo il passo falso in quel di Pavarolo, è seconda in classifica a 3 punti dall'Atletico Torino.
Un momento topico del campionato. Ogni errore potrebbe costare caro. Lo sa bene Enzo Barbieri, responsabile della scuola calcio del Druento che, forte della sua esperienza si è stretto intorno alla squadra per dare la carica ai ragazzi, incoraggiandoli a credere nell'impresa e vincere le ultime 5 partite del torneo.
Il responsabile ha voluto fare i complimenti a tutti; ragazzi, dirigenti, allenatore, famiglie, per l'ottimo campionato fin qui disputato, nonostante i diversi problemi che hanno afflitto la squadra, il terreno del campo di calcio su tutti, che non ha permesso un continuo allenamento specie nel periodo invernale.
La squadra sabato affronterà il Val Susa tra le mura amiche. I ragazzi son carichi, l'allenatore anche. Saranno 5 battaglie, 5 finali, 5 gare da vincere a tutti i costi e costi quel che costi. Gli avversari sono avvertiti.

TANTI AUGURI SAVINO



Tutta la squadra degli esordienti approfitta di questo blog per fare gli auguri al suo dirigente Delfino Savino che ieri ha festeggiato i suoi primi 50 anni.
Savino era atteso al campo per festeggiare insieme alla squadra a suon di pasticcini e champagne, ma impegni di lavoro lo hanno tenuto lontano dal campo.
Festa riviata? Attendiano notizie dal festeggiato.
Tanti auguri ancora augurandoti altri 100 di questi giorni.

PREMIATO EMANUELE TERMINI



Dopo Filippo Pascarella e Riccardo Conti, la società ha premiato il capitano di mille battaglie, alias Emanuele Termini.
Il difensore del Druento è l'esempio per tutti i suoi compagni. Sempre presente all'allenamento, educato, rispettoso, voglioso di migliorare, capace di ascoltare i consigli, maturo oltre l'età che porta.
Un vero leader. Un giocatore che tutti gli allenatori vorrebbero avere, sia per l'impegno, per l'applicazione, per la disponibilità in campo, sia per i grandi valori che lo contraddistinguono fuori dal campo.
Emanuele Termini a soli 13 anni è già un uomo e tutta la società del Druento Calcio è felice di averlo tra le proprie file.